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Il ristorante si caratterizza per la presenza di un antica cisterna greca perfettamente
visibile grazie alla pavimentazione in vetro e l’illuminazione che evidenzia,
ancora oggi, i canali di afflusso dell’acqua scavati nella roccia tufacea insieme
ai materiali di costruzione e rivestimento.
Nelle epoche successive, la stessa cisterna è stata utilizzata dai romani che
l’hanno rivestita con il coccio pesto ed anche dai cristiani all’interno della
quale ne hanno ricavato una nicchia sepolcrale, tutt’oggi evidente. Nei primi
del novecento infine è stata utilizzata per un breve periodo come granaio.
Il nome di “Ibla” infine vuole essere un omaggio allo scrittore Sergio Campailla
per aver dedicato il proprio romanzo “ Il Paradiso Terrestre” a Villa Athena,
il quale per licenza poetica la definì “ Villa Ibla”. Oggi, il prestigio storico
artistico del ristorante e dell’albergo è affidato alla maestria del nostro Chef che propone piatti del territorio rivisitati in chiave moderna
mentre Antonio Patti, Maitre d’Hotel cura il servizio con il riguardo e l’attenzione
di un tempo. |